La Croazia entra in Europa e crede nel turismo

hrvatska-eu-croazia-unione-europeaIl turismo è il principale motore dell’economia della Croazia, ultima entrata nell’Unione Europea. Il comparto turistico rappresenta un quinto del Pil, e i ricavi crescono a un ritmo del 3% annuo. Gli investimenti, in questo settore, non si sono fermati a causa della recessione dell’economia europea, anche grazie ai finanziamenti mirati del governo di Zagabria.

Il perché è facile da capire. La Croazia ha costa dall’ambiente intatto, lunga 1700 km, e quasi 1300 tra isole e isolotti minori. Di queste, solo 66 sono abitate, e rappresentano il punto forte dell’offerta turistica del Paese affacciato sull’Adriatico, al quale si aggiungono le città d’arte e i parchi dell’interno, oltre a svariati paesaggi montani.

La piu’ celebre città mediterranea è Dubrovnik, all’estremo sud, con le sue imponenti mura medievali, chiese e palazzi rinascimentali e barocchi, mèta ogni anno di circa 800mila turisti. Nel 2012 la Croazia ha registrato 11,8 milioni di visitatori, il 5% per cento in piu’ rispetto all’anno precedente, dei quali piu’ di 10 milioni stranieri. Insieme hanno realizzato quasi 63 milioni di pernottamenti con un fatturato di 6,83 miliardi di euro, il 15,4 % del Pil nazionale. I piu’ numerosi sono tradizionalmente i tedeschi, seguiti da austriaci, sloveni e italiani, quest’ultimi pero’ dal 2011 in calo, ma sempre con piu’ di un milione di visitatori.

Il primo quadrimestre del 2013 ha registrato una crescita del fatturato del 10,2% rispetto allo stesso periodo del 2012, e lo storico evento dell’entrata nell’UE rafforza il settore turistico anche per i prossimi mesi.

Il fatto che gli introiti del turismo mostrano un costante incremento nonostante la crisi economica in Europa, sono la prova che la Croazia sia diventata una destinazione riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo” ha commentato il Ministro del Turismo Darko Lorencin. Gli investitori nel turismo croato non desistono e negli ultimi dieci anni sono stati costruiti o ristrutturati centinaia di alberghi e altre strutture di accoglienza.

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ANSAMed sottolinea però anche uno dei lati negativi: “L’ingresso nell’Unione europea dovrebbe attirare nuovi investimenti, promuovere ulteriormente la Croazia come una destinazione sicura e di qualita’, e facilitare lo spostamento e le spese dei turisti provenienti dai Paesi membri. Un primo effetto negativo inizia’ pero’ gia’ a sentirsi. Dal primo luglio Zagabria e’ costretta, in base alle direttive europee, a introdurre i visti per l’ingresso nel Paese, e dunque nella UE, per i cittadini russi, ucraini e turchi, che finora potevano raggiungere l’Adriatico croato solo con il passaporto. Gia’ adesso, secondo i dati dell’Ente turistico croato, e’ visibile un notevole calo di prenotazioni dalla Russia, di almeno il 20 per cento, ed e’ risaputo che i russi sono tra i turisti piu’ ambiti nel Mediterraneo, conosciuti per spendere molto di piu’ della media.

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