“Saper guardare oltre la crisi”, il seminario di GsK Eurisko

image003“La crisi ci ha cambiato, la crisi ci sta cambiando”. Su questa base si è svolto oggi a Milano il seminario di GsK Eurisko presso la sede della Confcommercio, con gli interventi di Remo Lucchi, Isabella Cecchini, Silvio Siliprandi e Fabrizio Fornezza.
In che modo la crisi influisce sul comportamento dei consumatori? Come si sta modificando la società? Tanti i temi proposti alla giornata, così come tanti sono stati gli invitati che hanno partecipato al seminario.

Se la crisi ha generato una cascata di problemi economici, passando dalla finanza all’economia, e da essa ha toccato le società e le sue fondamenta, è necessario analizzare i dati di come il momento attuale stia modificando le aspettative dei consumatori, le attenzioni degli stakeholder, la fiducia dei cittadini. Occorre perciò saper guardare oltre, vedere come il momento storico che stiamo vivendo possa creare, nonostante tutto, possibilità illimitate (per chi saprà coglierle).

Le smart cities sono una meta da raggiungere anche attraverso nuovi canali di comunicazione, perchè l’azienda non rappresenta più solo un’offerta di prodotti, ma si sta modificando verso l’essere una comunità gestita dagli stessi clienti.

L’uomo della società occidentale è sempre più proiettato verso crisi economiche e sociali perché portatore di aspettative mostruose e senza sbocchi personali. In questo vuoto cosmico personale agiscono le economie di mercato, spingendo al consumo massiccio di generi di consumo anche inutili. Fino a qui, nessuna novità. Le economie occidentali hanno vissuto su questa base ideale negli ultimi decenni, ma la capacità personale di scelta, il progresso nella formazione e la tecnologia mettono l’individuo nella posizione di voler scegliere, essendo così protagonista.

Tra il 2001 e il 2013 è stato registrato un +21% di preoccupazione verso il futuro tra gli intervistati in Italia. L’ormai cronica mancanza di fiducia della popolazione nei confronti delle istituzioni (l’Italia è all’ultimo posto nel GfK Global Trust Index) è seguita dalla sfiducia nei mercati, nelle banche, nelle aziende. Il nichilismo al potere, verrebbe da dire. Cresce invece la prospettiva nel resto del mondo, cresce la possibilità di viaggiare e di vivere in altri luoghi, sganciandosi da meccanismi anacronistici e non più sopportabili d una popolazione più istruita rispetto al passato, oltre che informata.

Secondo Silvio Siliprandi, i fattori di cambiamento dei mutamenti di lungo termine sono rappresentabili in:

  1. – Una crescita delle risorse individuali (più cultura, informazione, formazione, mobilità, ricerca di autonomia).
  2. – Una crisi di presenza e legittimità delle istituzioni sociali.
  3. – Un aumento della complessità reale e percepita.

Nuove culture, nuovi valori e nuovi consumi.

Uno degli interventi del seminario

Nonostante la caricatura del consumatore razionale, sappiamo che invece i trend continuano a essere legati ai fattori emozionali, stretti alle sensazioni di benessere, di soddisfazione. Il vero obiettivo è proteggere o aumentare gli indici di benessere o soddisfazione. Il nuovo paradigma si struttura intorno a 4 culture del consumo:

  1. – Opportunità
  2. – Sostenibilità
  3. – Relazione
  4. – Esperienza

La sostenibilità non rappresenta più soltanto l’ambito green, ma ha relazioni concrete in ambito culturale ed economico.

Occorre uno scambio di interesse, nel senso che nei confronti del consumatore occorre che l’azienda, la marca, faccia sentire per prima che crede nel progetto, nel prodotto. Così si instaura un rapporto oggi davvero duraturo e soprattutto fruttifero con i consumatori. Siamo nella Post Trust Era, per cui la fiducia è il perno su cui innestare il rapporto tra azienda e cliente. Peccato che la tendenza sia quella di non credere più alla marca“. Le parole di Fabrizio Fortezza dipingono quindi scenari del tutto innovativi, dove la creatività del marketing può essere sfruttata come mai prima d’ora, legata agli sviluppi tecnologici e a quelli dell’informazione.

E’ necessario un approccio onnicomprensivo per individuare i termini e i margini di crescita. Uomini e donne del XXI° secolo scoprono di “essere” per la prima volta nella Storia. Scoprono di poter investire sulla loro stessa esistenza, e non solamente su prodotti materiali di consumo. In questo senso, l’esperienza propone aspetti inesplorati: “Che cosa chiede il consumatore? Esperienza, nel senso di fare insieme le cose, condividere, ma anche toccare, sentire, fare proprie sensazioni nuove e/o altrui. Nei prodotti culturali, del tempo libero, del “food”, della cura di sé.”

Relazioni personalizzate, esperienze comuni da rendere uniche. Il possesso di un iPhone, ad esempio, riesce a rappresentare la personalizzazione di un prodotto venduto in decine di milioni di esemplari. Posso modificarlo, personalizzarlo, utilizzarlo per lo svago o per lavoro. Isabella Cecchini afferma: “Sono 4 i “Corner-stone” del benessere:

1.   Security

2.   Well-being

3.   Gratification

4.   Freedom

Qualunque cosa può diventare un’esperienza. Ma rischia di concludersi in fretta, l’emozione dura una volta o poco di più. La vera sfida è creare un rapporto dinamico tra volontà del cliente e possibilità“.

smart-cities-miur_tA moltiplicare le possibilità di innovazione c’è l’istruzione. Secondo Remo LucchiSiamo in un momento epocale, perché non è mai successo prima e mai più accadrà. L’uomo ha oggi una capacità critica, di scelta. Per questo esistono fenomeni di secolarizzazione verso la politica, verso l’offerta che è stata la stessa per millenni. Chiesa, politica, istituzioni. L’individuo sceglie, vuole capire, ha bisogno di essere protagonista.” La crescita della cultura rafforza il senso critico, accresce la coscienza di sé e la capacità di espandersi e di aprirsi al mondo, al nuovo. Dal verticale si passa all’orizzontale, così come sul web 2.0. “Il vero valore della sostenibilità è la sua parte sociale, includendo il resto del mondo all’interno delle società”.

 

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