TAP, via libera dal Senato per il gasdotto nell’Adriatico

tapAl via l’accordo trilaterale tra Italia, Albania e Grecia per la costruzione del gasdotto Trans Adriatic Pipeline, conosciuto con l’acronimo TAP. L’infrastruttura, già ampiamente contestata dai comitati ambientalisti, dovrebbe trasportare gas proveniente dai giacimenti del Mar Caspio, ed è considerato strategico per diversificare le fonti energetiche. Il disegno di legge, votato a favore giovedì 17 ottobre dal Senato con 178 si e 48 no, passa adesso alla Camera.

Il Tap trasporterà gas naturale verso l’Europa passando attraverso Grecia, Albania e Italia, con una lunghezza complessiva di oltre 800 km, di cui 105 circa offshore nel Mar Adriatico, con una capacità di 10 miliardi di metri cubi all’anno. Il sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio de Vincenti, ha assicurato che il governo «vigilerà in Puglia sulle caratteristiche del progetto e il suo impatto ambientale».

Primo passo concreto dell’iniziativa europea lanciata nel 2008 per la creazione del corridoio sud del gas, (canale di approvvigionamento del metano verso l’europa che diversifichi le forniture rispetto a quelle tradizionali in arrivo da Nord Africa e soprattutto dalla Russia), il TAP avrà il suo punto di arrivo in Italia, presso Melendugno, in provincia di Lecce. Il gasdotto è, per adesso, l’unica infrastruttura con uno sviluppo concreto grazie al fatto di essere riuscita ad avere un accordo chiuso per la fornitura di gas dall’Azerbaijan con il consorzio che controlla le immense riserve del giacimento di Shah Deniz II.

Gli azionisti della struttura sono la britannica BP (20%), la Socar dall’Azerbaigian (20%), la norvegese Statoil (20%), la belga Fluxys (16%), la francese Total (10%), la tedesca e.On (9%) e la svizzera Axpo (5%). L’inizio dei lavori è previsto per il 2015, e il primo gas dovrebbe giungere sulle coste italiane non prima del 2018. Le opere che interessano il territorio italiano sono un tratto offshore di 45 chilometri sotto l’adriatico, un tunnel di approdo di 1,5 chimometri ed un tratto interrato di circa 9 chilometri oltre alle infrastrutture di ricezione del gas che confluirà nella rete nazionale di Snam.

Ma il TAP si è aggiudicato già l’attenzione dei comitati contrari all’opera, che contestano la possibilità di sfregio del panorama paesaggistico e della distruzione dell’ecosistema circostante. Il turismo è una risorsa ormai fondamentale per l’area del leccese, invasa letteralmente ogni anno da decine di migliaia di visitatori, e la questione è certamente importante per il settore. Alle preoccupazioni, il consorzio risponde che il territorio avrà, quando il gasdotto sarà a regime, una ricaduta di 15 milioni di Euro e circa 300 posti di lavoro in più. Ma siamo sicuri che le parti troveranno un accordo? Per adesso la palla passa alla Camera dei Deputati.

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