Genova 2014, si ricomincia da Piano

porto genova nuovoGenova riparte, ancora una volta, dal suo porto. Sì, perché se il progetto di Renzo Piano del Waterfront non fu mai ultimato, ora forse i tempi sono maturi per riprendere in mano quello che è rimasto sulla carta e renderlo possibile.

I tempi di certo sono cambiati, così come sono passate le amministrazioni cittadine e i Governi. La Giunta regionale però, con una delibera approvata il 27 dicembre scorso, ha riprogrammato i fondi APQ 2000-2006 con cui erano stati finanziati gli studi per l’Affresco. A beneficiarne sono i nuovi interventi previsti nello scalo genovese.

Entro la fine di gennaio si entra nel merito dei vari progetti, così da avere anche una prima indicazione economica dell’intervento, ma ciò che conta davvero ai fini progettuali è la disponibilità del neo-Senatore a vita a riprendere i suoi stessi disegni di vent’anni fa.  Certo, l’idea di ribaltare a mare l’aeroporto è sempre stata vista più come un sogno da archistar che come un investimento realmente fattibile, ma ciò che può materializzarsi è la nuova Diga Foranea, portando ad allungarsi le banchine di Sampierdarena.

Spiega Repubblica: «Si ricomincia, insomma, proprio dal limite estremo dell’Expò, che Piano cominciò a elaborare fra l’83 e l’84 e che realizzò per le Colombiane del ’92, i Magazzini del Cotone. Già l’Affresco entrava nel cuore del progetto, ma da allora (era il maggio del 2004, presidente della Regione era Sandro Biasotti, presidente dell’authority era Giuliano Gallanti) molte cose sono cambiate e impongono una nuova riflessione.

Dal palazzo Nira svuotato dalle sue funzioni industriali alla nuova darsena nautica della Fiera, passando per il padiglione B sempre della Fiera fino al cantiere del Bisagno, molto è cambiato da allora. Per questo, la Regione ha deliberato la riprogrammazione dei fondi e a gennaio quantificherà l’intervento, dopo averne discusso con Comune e Autorità Portuale, enti più direttamente coinvolti in questa operazione.

Lo strumento utilizzato è quello dei vecchi finanziamenti “Apq”, stanziati dall’Unione Europea per il periodo 2000-2006, che ora vengono rinverditi con la rinnovata collaborazione con Renzo Piano. Che fare, lo decideranno appunto più il Comune e l’authority che la Regione, ma era fondamentale rimettere in campo questo strumento di pianificazione finanziaria. Fondamentale sarà ora tenere in considerazione il fatto che i nuovi confini dell’operazione potrebbero estendersi fino al limite estremo di Punta Vagno, area che potrebbe entrare nelle disponibilità dell’authority per lo “scambio” degli spazi a mare della Marina Militare.

L’istituto idrografico, infatti, andrà a collocarsi nelle ex lavanderie industriali di calata Gadda e in cambio la Marina darà al porto, oltre alla caserma Gavoglio del Lagaccio, anche la Lanterna e le aree di Punta Vagno. Nuovi elementi per completare quel disegno che non si chiamerà più Affresco, ma che già si candida a ridipingere i contorni di Genova».

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