Work the way you live!

1969199_10152264155637597_1134161637_nEverywhere, Everything, Everyone. Ecco i tre pilastri del pensiero di Google, che questa mattina ha portato a Genova un incontro stimolante per privati e aziende. Promosso da WTC Genova e dalla Camera di Commercio, l’evento nel Palazzo della Borsa ha registrato il tutto esaurito, e non c’è da chiedersi perché. In un momento particolare come questo, un evento a cui partecipa Google in prima “persona” che consiglia “Soluzioni, strumenti e metodologie per rendere il lavoro veloce, informatizzato e sostenibile” non poteva che essere un successo.La bellissima Sala delle grida, dove una volta venivano intessuti fitti scambi commerciali, è oggi una delle tante location per eventi e congressi. Colma di freelance, informatici, imprenditori e giornalisti, questa mattina ha sentito parole come innovazione, branding, social management. La congiuntura economica, che porta con sè tutta la scia negativa della crisi economica peggiore di sempre, stimola non poche riflessioni su questo genere di temi.

«Le imprese genovesi – afferma Massimo Giacchetta, Presidente di WTC Genova – sono principalmente PMI (piccole e medie imprese) che hanno un grande potenziale per competere con altri brand nazionali e internazionali, ma non sono capaci a fare propria quell’istanza di innovazione e aggiornamento continuo che invece è appannaggio delle pari grado estere. Abbiamo un gap tecnologico importante», continua Giacchetta, «che però possiamo colmare senza particolare ostacoli. Oggi più che mai».

«La realizzazione delle strutture materiali è ancorato a tecniche e tecnologie vecchie di 200 anni», prosegue Pietro Costa, Direttore del WTC. «Non che il Terzo Valico o la Gronda non siano opere importanti, ma occorre spendere altrettanto tempo nella progettazione e nella programmazione di interventi strutturali per far sì che le imprese siano competitive anche (e soprattutto) su internet».

A supportare le tesi degli imprenditori locali ci ha pensato Lorenzo Nigro, Account Manager di Google Italia: «Sulla Terra ci sono qualcosa come 7,1 miliardi di abitanti. Nel 2013 ci sono state 6,8 miliardi di connessioni mobile. Questo è il dato di partenza per capire le potenzialità che abbiamo in mano ma che sono ancora a uno stadio iniziale. Pensiamo anche ai Paesi in via di sviluppo ad esempio: in Ghana esistono 30 milioni di connessioni mobile a fronte di 24 milioni di abitanti. E’ chiaro che il mondo è sempre più connesso, ma dobbiamo chiederci quanto possiamo sviluppare noi stessi e la nostra azienda in questa visione?»

I numeri sono la base del ragionamento di Nigro, che continua: «In un solo mese vengono “stoccati” sui social network statunitensi 230mila anni complessivi. E pensiamo che secondo una ricerca di McKinsey solo l’1% delle strutture esistenti in tutto il mondo (dagli elettrodomestici ai vestiti, dalle apparecchiature mediche ai sistemi di irrigazione) è connesso a una rete. Pensiamo al potenziale del restante 99%». Se il luogo di lavoro è cambiato, e così anche il modo di relazionarsi al proprio impiego, è necessario che le imprese siano le prime a farsi portavoce del cambiamento, invece di subirlo. Capito Liguria? E’ ora di muoverci!

 

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