Reggio e Messina unite per l’UNESCO

Lo-Stretto-di-MessinaImmaginano non due città, ma una sola. Pensano non a due popoli ma a un’unica comunità. Vedono il mare come qualcosa che li unisce non che li divide. E puntano sul “Canale” come elemento caratterizzante per costruire la terza metropoli del meridione. Nella loro idea, alla fine, non ci saranno più Reggio Calabria e Messina, ma la città dello Stretto. Un’area che complessivamente, da Milazzo a Taormina, da Palmi a Melito Porto Salvo, conterebbe un milione di abitanti.

Persone e amministrazioni unite dallo spettacolo creato dalla natura creato tra due terre, nico al mondo. Amministratori e intellettuali si incontreranno per sostenere l’iter per il riconoscimento dello Stretto di Messina come patrimonio dell’umanità. La richiesta all’Unesco è il “primo obiettivo verso una città per due sponde”. Fino a oggi, Reggio e Messina si sono guardate male: divise su tutto, rivali nello sport, ma non solo.

E’ tempo di costruire un’unica grande città, da vivere come tale. Con gente che si sposta da una parte all’altra in maniera semplice “pagando solo il biglietto dell’autobus”. Una comunità messa nelle condizioni di lavorare indifferentemente su una delle due coste, di studiare a Reggio o Messina come se vi fosse un solo Ateneo, che la sera può decidere di andare a teatro, al cinema, a mangiare una pizza muovendosi comodamente. Insomma, di interagire sul piano economico e culturale come mai era successo prima. Una comunità dello Stretto che una volta abbattuto quell’ideale muro di Berlino avrà un peso importante nel Paese. Il peso che hanno altre metropoli e che, numeri alla mano, anche lo Stretto può avere una volta conquistata la continuità territoriale che oggi manca.

Il sindaco Accorinti ha già fatto qualche passaggio importante. In primo luogo ha chiamato in giunta Tonino Perna, professore universitario a Messina e reggino. Una sorta di testa di ponte culturale, un segnale di cambiamento teso a superare anche i campanilismi di un tempo. Mai era successo prima che ad amministrare una delle due città ci fosse qualcuno dell’altra sponda. Il primo cittadino che va a piedi scalzi ha fatto anche altro. Ha proposto ad esempio di creare una società di trasporto locale partecipata dai comuni dello Stretto.

Una sorta di spa pubblica per realizzare le “navette” sul mare da prendere al costo del biglietto di un autobus urbano. Le due città si stanno incontrando spesso. Reggio, commissariata per infiltrazioni mafiose, si muove un po’ più lentamente, ma è sensibile al tema. Non c’è un’amministrazione comunale, ma l’assessore provinciale alla Cultura, Eduardo Lamberti Castronuovo, è spesso protagonista e promotore di eventi che le due realtà provano a condividere. Se Accorinti è il motore siciliano, Lamberti Castronuovo è il suo omologo calabrese.

C’è stata una “notte bianca”, dedicata ad Antonello da Messina, uno dei maggiori ritrattisti del ‘400, che toccò anche Reggio con la sua arte. E da Reggio, in molti sono partiti. La città calabrese ha risposto con un’altra notte della cultura. Allora davvero è possibile un percorso diverso, lontano dalla cronaca nera. Con le città che si avvicinano con le navette, per un via-vai senza fine sullo Stretto.

Tonino Perna parla di “un clima nuovo”. Da pendolare dello Stretto sente gli umori della gente che quotidianamente attraversa il mare in un senso o nell’altro: “E’ un’idea che inizia ad avere presa, che supera i campanilismi, le persone capiscono che è una via importante“. In prospettiva, “diventare la terza città del sud, dopo Palermo e Napoli, apre prospettive importanti sia sul fronte politico che economico. Ci consentirà di interloquire direttamente con l’Europa, attrarrà investimenti, lo Stretto potrebbe diventare una delle città più importanti del Mediterraneo in chiave culturale e paesaggistica. E’ una scommessa certo, ma sia in Calabria che in Sicilia si inizia a comprendere che si può fare”.

Il primo appuntamento è per oggi, organizzato da Camera di commercio e Touring Club: serve a ribadire che l’area possiede in se, per fatti storici, economici, ambientali e culturali, tutti i requisiti segnalati come indispensabili dalla convenzione di Parigi per essere inseriti nella “World Heritage List“. A Reggio ne discuteranno il sindaco di Messina, Renato Accorinti, il presidente della Camera di commercio reggina Lucio Dattola, i professori Francesco Adornato e Tonino Perna. “E’ una scommessa certo, ma sia in Calabria che in Sicilia si inizia a comprendere che si può fare” conclude Perna.

Articolo a cura di Giuseppe Baldessaro, originariamente apparso su Repubblica.it

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