Tweet Storm, tra attivismo e marketing

twitter-storm-alison-1200Chi l’ha detto che l’uccellino di Twitter è dolce e buono? Se Facebook è ormai un surrogato di molte declinazioni della nostra realtà – dalle foto delle vacanze alla pubblicità di massa – Twitter conserva ancora la sua natura di base di leggerezza e di tendente gerarchia tra “chi seguire” e “chi segue”. Ma negli ultimi tempi si fa un grande uso dei tweet anche per cause morali ed etiche, per fermare guerre o la vendita di armi. I TweetStorms sono ormai un’attività di base per l’attivismo via web, anche se edulcorati dalla parte di analisi e di riflessione. In che senso? E’ certamente difficile ragionare e raggiungere colossi industriali o nazioni intere a “colpi” di 140 caratteri, per cui il tutto viene abbreviato in alcuni hashtag. Pochi giorni fa, in concomitanza con l’arrivo di Angela Merkel in Grecia, Syriza, il partito greco di sinistra che esprime in Alexis Tsipras le sue speranze di cambiamento, ha lanciato un appello a tutti gli altri partiti europei sostenitori del giovane leader greco per “accogliere” la cancelliera a colpi di tweet. Alle 13 italiane circa era facile trovare tweet con scritto #wearealltroublemakers, in relazione alla definizione della stessa Merkel rispetto a Tsipras.

Chiunque può creare un TweetStorm. Basta decidere in cosa consisterà il messaggio, i vari hashtag (o soltanto uno, possibilmente d’effetto) e un destinatario preciso. Che sia @whitehouse oppure @Coca-Cola, dipende ovviamente dal tipo di campagna in atto e dalle intenzioni dello Storm. Un’altra questione a cui pensare è l’orario, o più precisamente il “Timing”. Non si tratta di utilizzare termini anglofoni a caso, perché in questo caso “Timing” indica l’esplodere della “bomba”. Tutti dovranno twittare alla stessa ora perché abbia un effetto, e perché il nostro messaggio raggiunga i Trend Topics che indicano cos’è interessante in una determinata area geografica in un dato momento. Se si raggiunge l’obiettivo, cosa non facile vista la mole di cinguettii che vengono spediti in etere ogni secondo, è facile attendersi risposte o critiche, ma su Twitter funziona, meglio che su altre piattaforme, il detto “Non importa che se ne parli male, l’importante è che se ne parli”.State pianificando una campagna di guerrilla marketing o una manifestazione planetaria? Twitter può essere un buon veicolo per raggiungere il numero più ampio possibile di interlocutori. Senza dimenticare che la presenza fisica è tutt’altra cosa.

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