L’importanza di avere un Piano B

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..O meglio, quella di avere un Side Project da portare avanti. Si sta sviluppando sempre di più la teoria per cui avere il cervello “impegnato” su più fronti, alcuni dei quali però a un livello squisitamente personale, sia benefico per il nostro lavoro principale. Se la parola “hobby” è ormai desueta e forse fuori luogo, nell’epoca del lavoro part-time e precario (quando c’è), si parla molto di una riorganizzazione sistemica del tempo dedicato al lavoro. Scopriamo di più..

Hai un blog? Sviluppalo. Ti piace la fotografia? Regalati qualche momento per portare avanti un percorso artistico personale. Sviluppa le tue energie,scrivi, dipingi, colora, crea. L’importanza del “Side Project” sta proprio in questo. I musicisti sono forse le persone che più si sono affacciati a questa realtà nel corso dei decenni. Spesso e volentieri anche famosi artisti mondiali dedicano tempo e fatica a piccole idee personali che difficilmente avrebbero un vero mercato, ma che per loro significano vera dedizione, attenzione ai particolari, passione pura. E, da ultimo, significa anche sfuggire a quella realtà di “star” che imprimerebbe importanza al disco solo perché sulla copertina apparirebbe il nome del grande cantante/musicista. Fuggire da quella strada, per essere più concentrato. Un paradosso? Neanche tanto.

Google e Facebook (non proprio due sconosciuti, insomma) sono fautori convinti del fatto che i propri dipendenti abbiano spazio e tempo per sviluppare progetti personali. Se poi questi corrispondono a idee aziendali, tanto meglio. Altrimenti significherà che in ogni caso il lavoratore (anche se appare riduttivo vederlo così, in questo senso) sarà più appagato, rilassato, concentrato, produttivo.

Certo, si può opinare. “Ma come! Ci dicono di essere liberi e di creare, ma per poter dare di più sul lavoro?! E allora è il topo nel labirinto!”. Vero, ma fino a un certo punto. Se qualcuno di voi lavora a Google, potrà anche pensarla così, ma nella realtà lavorativa, la stragrande maggioranza delle persone se lo sogna di poter stare a casa e lavorare seduto sul divano, come invece “fortemente consigliato” da aziende come Yahoo! (sì, anche Italia..).

Pochi giorni fa Carlos Slim, l’uomo più ricco del mondo, suggeriva lo stesso concetto: “Lavorare tutta la settimana e non avere tempo per le cose importanti della vita non ha senso. Dovremmo (e dovremo) lavorare al massimo tre giorni a settimana, magari 11 ore. Ma avere gli altri giorni a disposizione per noi stessi, per imparare, per creare, stare con i nostri figli, divertirci”.

Questo, in sintesi, il suo pensiero. E come non essere d’accordo! Anche se però bisognerebbe regolare le capacità di staccare letteralmente, godendosi la libertà di spegnere il telefono e di non ricevere mail. Altro punto per gli scettici.

Comunque la si voglia vedere, la questione sul lavoro, gli orari, la flessibilità e la tecnologia sta tornando alla ribalta. Non è argomento da poco, poiché coinvolge tutti gli aspetti della vita di ognuno di noi. Posso lavorare meno, ma a che prezzo? Guadagnerò meno? Sarò più produttivo? Come viene determinato? Ci sarà da scervellarsi.

Il Dott. Kevin Eschleman, professore di psicologia alla San Francisco State University, ha misurato l’effetto dei “Side Project” creativi su oltre 400 dipendenti, aiutato da un team di colleghi. Coloro i quali avevano sviluppato qualcosa di creativo nel proprio tempo libero, erano più propensi a essere disponibili, collaborativi, interessati. “I risultati indicano che le organizzazioni possono beneficiare dall’incoraggiare i dipendenti a prendere in considerazione le attività creative nei loro sforzi per recuperare dal lavoro”. Lo studio Eschleman sottolinea l’importanza della creatività, e un documento pubblicato dallo European Journal of Work and Organizational Psychology cita una serie di fattori che entrano in gioco nel tempo libero.

Inoltre, è ormai accertato che avere rapporti di lavoro più rilassati e cooperativi renda le persone più attente, più interessate e meno soggette a stress negativo. Nel momento in cui il datore  di lavoro è il primo a credere in un modello lavorativo “sperimentale”, che accenda i punti di forza di ognuno e che renda le persone più libere di sviluppare il proprio carattere anche durante il tempo libero, tutti ne trarranno beneficio.

Create, divertitevi, siate sognatori. Per il resto, c’è sempre tempo!

 

 

 

 

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