Ecoreati, finalmente è legge

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Dopo 18 anni di battaglie il Senato approva la norma contro i reati ambientali. Saranno perseguibili per legge l’inquinamento, il “disastro ambientale”, “l’impedimento dei controlli”, l'”omessa bonifica” e il “traffico di materiale radioattivo”.

«Una svolta storica». Commenta così il provvedimento il Ministro dell’Ambiente Galletti, che nell’intervista rilasciata al Sole24Ore risponde:

Il provvedimento, soprattutto nella sua struttura originaria, aveva suscitato più di un timore tra le imprese, senza tranquillizzare del tutto (su altri fronti) le associazioni ambientaliste. È soddisfatto del risultato finale?

Il lavoro fatto in corso d’opera è stato oggettivamente non semplice ma ha permesso, a mio giudizio, di raggiungere un buon compromesso. Non era facile trovare un punto d’equilibrio condivisibile sulla definizione di reati ambientali e sulla quantificazione delle pene. Abbiamo introdotto certezze attese da anni su attività illegali come l’inquinamento ambientale, il disastro ambientale, il traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività, l’impedimento di controllo.

Entrando nel dettaglio, per citare uno degli aspetti più controversi, sul ravvedimento operoso si potrà ancora intervenire?

Sappiamo bene che uno dei punti che ha destato le maggiori preoccupazioni delle imprese riguarda il cosiddetto ravvedimento operoso. E in particolare i tempi di realizzazione delle bonifiche dei siti inquinati. Ma dico che siamo di fronte a una riforma di sistema e, come per altre portate avanti da questo governo, c’è l’intenzione di effettuare un rodaggio e un successivo tagliando. In altre parole nulla esclude un ulteriore intervento su questo tema se, nella pratica, qualcosa non risulterà funzionale rispetto agli obiettivi che ci siamo dati.

Torniamo all’impianto di base del disegno di legge. Che cosa cambia davvero da oggi?

Ora ci sono finalmente i presupposti perché non si ripetano disastri ambientali che negli anni hanno fatto tante vittime. Autentici scempi. Penso al caso Eternit tra gli altri, che non potrebbe ripetersi con il raddoppio dei termini di prescrizione del reato per i nuovi delitti. Oggi, oltretutto, c’è la possibilità di valutare e punire i reati ambientali secondo una loro tipologia specifica e non per analogia con altri tipi di reati. Non abbiamo mai inteso criminalizzare il fare impresa, non è nella nostra filosofia. Al contrario credo che la codificazione di regole ambientali, anche sul piano penale, non può che produrre vantaggi agli imprenditori corretti.

I tempi di prescrizione raddoppieranno, e le pene potranno arrivare fino a un massimo di 15 anni di reclusione.  Soddisfazione è stata espressa dalla maggioranza, che ricorda attraverso Chiara Braga, responsabile ambiente del PD: «Oggi è uno dei giorni di questa legislatura che verranno ricordati. Lo dovevamo a quei territori e a quelle persone che in questi anni hanno pagato un prezzo molto alto all’inquinamento prodotto da disastri ambientali troppo spesso impuniti. E’ dal 2008 che l’Unione europea ha indicato questa strada e Francia, la Spagna, l’Austria e la Germania hanno già cominciato a percorrerla. Ora l’Italia finalmente si inserisce in questo gruppo di Paesi».

Soddisfatte anche le tre nuove proposte di legge di Paolo Russo, Ermete Realacci e Francesco Ferrante (che aveva risposto pochi mesi fa alle domande di MUST anche sulle questioni ambientali).

«Una vicenda come quella di Eternit con una legge come questa non sarà più possibile», è il commento del ministro della Giustizia, Andrea Orlando.

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