Scorie nucleari: facciamo il punto (sulla comunicazione)

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La storia del nucleare in Italia non è certamente una storia felice. Le centrali italiane, dismesse in seguito al referendum della fine degli anni Ottanta, tornano oggi alla ribalta dei giornali grazie alla loro potenza: le scorie nucleari.

Dopo 20 anni, l’Italia deve decidere dove creare il sito di stoccaggio dei rifiuti nucleari. Sogin, incaricata dal Governo della costruzione del Deposito Nazionale, spiega con questo video il suo progetto:

Il Deposito Nazionale non potrà ospitare per sempre i rifiuti radioattivi ad alta intensità, e questo è un problema che sarà difficile gestire a livello di comunicazione, così come possiamo già ipotizzare grandi manifestazioni contrarie alla costruzione di questi siti.

percentuale_tipologia_rifiuti_DNIl 2 gennaio scorso Sogin consegnava a Ispra la proposta delle aree potenzialmente idonee. Circa il 70% del territorio italiano verrebbe subito escluso per via della sismicità, ma anche per altre situazioni naturali come i rischi idrogeologici. Rimarrebbe disponibile solo una porzione di territorio pari allo 0,8%, anche se la partita da giocare è tutta politica e di comunicazione. Le competenze di eccellenza per costruire un sito come questo esistono, e l’Italia è l’unico Paese europeo, con Portogallo e Grecia, a non avere ancora una struttura come questa.

 

Sogin spiega così il suo progetto:

Il Deposito Nazionale è un’infrastruttura ambientale di superficie dove mettere in totale sicurezza i rifiuti radioattivi. La sua realizzazione consentirà di completare il decommissioning degli impianti nucleari italiani e di gestire tutti i rifiuti radioattivi, compresi quelli provenienti dalle attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca.

Insieme al Deposito Nazionale sarà realizzato il Parco Tecnologico: un centro di ricerca, aperto a collaborazioni internazionali, dove svolgere attività nel campo del decommissioning, della gestione dei rifiuti radioattivi e dello sviluppo sostenibile in accordo con il territorio interessato.
Il Deposito è una struttura con barriere ingegneristiche e barriere naturali poste in serie, progettata sulla base delle migliori esperienze internazionali e secondo i più recenti standard AIEA (Agenzia Internazionale Energia Atomica) che consentirà la sistemazione definitiva di circa 75 mila metri cubi di rifiuti di bassa e media attività e lo stoccaggio temporaneo di circa 15 mila metri cubi di rifiuti ad alta attività.

E pensare che in Finlandia si sta costruendo qualcosa di davvero incredibile. Il sito di Onkalo è stato pensato per resistere a qualsiasi urto, furto, terremoto, invasione aliena, qualsiasi cosa. Conterrà tutto il materiale altamente radioattivo che ha una data di “scadenza” di 100.000 anni. La creazione di questo sarcofago è qualcosa che va al di là della politica e della sicurezza, perché guarda a un futuro così lontano da ipotizzare in questo periodo la scomparsa della specie umana. Un lasso di tempo incalcolabile, se pensiamo che la nostra “storia” di riferimento parte al massimo dall’Antico Egitto, non oltre 7000 anni fa.

L’attore Michael Madsen girò un documentario nel 2010, “Into Eternity“, sul sito di Onkalo, ed ecco ciò che possiamo trovare. Un approccio decisamente più filosofico, quasi religioso, nei confronti di ciò che possiamo fare, o di ciò che pensiamo di poter dominare.

 

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