Italo, il suicidio commerciale sul Family Day

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Premessa: qui non intendiamo fare un processo né a coloro che lavorano per la comunicazione di Italo, il treno concorrente di FS, né alla politica aziendale. Però le parole dette e non dette, con le scuse e i commenti sui profili online, hanno creato un vero affaire commerciale e politico.

Ricapitolando: sabato 23 gennaio la manifestazione #SvegliatItalia raccoglie centinaia di migliaia di manifestanti in tutto il Paese per chiedere equità dei diritti per le persone omosessuali, per le coppie di fatto, per le adozioni delle coppie gay. Nel frattempo si prepara a Roma la nuova “edizione” del  Family Day, la risposta della parte conservatrice per la “difesa della famiglia tradizionale”. E fin qui, tutto “normale” (…..).

Ma attenzione. Qualcuno si accorge che ItaloTreno promuove uno sconto per i gruppi e le persone che sfrutteranno la rete ferroviaria concorrente alle FS per raggiungere Roma e partecipare al Family Day.
E’ l’inizio di una guerra mediatica feroce.

Ribadiamo: non facciamo qui il processo alla scelta commerciale di promuovere sconti per grandi eventi (legittima, “E’ il libero mercato, bellezza“). Ma vogliamo sottolineare come una scelta fatta solo per esigenze di fatturato possa creare davvero uno sconquasso.

Tra sabato e domenica il sito e i profili online di ItaloTreno vengono presi d’assalto dai sostenitori di #SvegliatItalia, da coloro che sono contrari al Family Day, o anche da chi semplicemente pensa che una promozione commerciale dovrebbe essere tarata in base alla sensibilità del caso.

La risposta di Italo è netta, ma completamente fuori bersaglio (non che fosse facile riparare al danno..). Il comunicato sulla pagina Facebook appare così:

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Cosa sembra? Una coda di paglia, sì. E questo indipendentemente dalla buona fede o meno dell’iniziativa. Si potrebbe obiettare che sì, va bene il libero mercato, ma avrebbero fatto lo stesso per una grande manifestazione di neonazisti? Ad ogni modo, la frittata è fatta, il tono è completamente sbagliato (Verticale – Io ho ragione e sono saggio, tu stupido), fuori luogo (“Tutte alle stesse condizioni” – Allora i diritti hanno lo stesso valore di una partita di calcio?) e difensivo.

I commenti grandinano feroci:

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E ancora..

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L’hashtag si spande in rete. Il danno è fatto.

Ma Italo riesce nell’impresa di peggiorare ulteriormente la situazione:

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Ok, fermiamoci. “Mettiamo a disposizione delle produzioni cinematografiche che denunciano le discriminazioni (??) i nostri treni come set (?????)”. Sì, abbiamo letto bene.

Il tono è saccente, la grammatica superficiale, tutto ci dice che l’azienda è colpita, reagisce di pancia, è nel panico. E quindi..

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Più chiaro di così.. E dire che il giorno dopo la tempesta anche la comunità gay capisce di aver esagerato. Citiamo dal sito Gay.it:

Italo, concedendo il 30% di sconto a tutti i partecipanti al ‘Family Day‘ del 30 gennaio con il codice convenzione “FAMILY30”, ha fatto o no una scelta di campo? A leggere alcuni blog LGBT e alcuni siti generalisti l’altro ieri pareva certamente di sì: e lo scoop, come diceva Indro Montanelli, è la “scorciatoia dei somari”. Anche Gay.it alla fine ieri ha “abboccato” al trappolone di “Italo che discrimina”, dopo che era emerso l’indisponibilità dell’azienda a fare sconti per il Gay Village di Roma e per un evento non gay a Bologna, il “Sensation”, con tanto di testimonianze di uno delle persone coinvolte nell’organizzazione, Gian Marco Sandri, amministratore di Artmediamix, agenzia di comunicazione romana che si occupa di eventi. Ma le nostre iniziali titubanze, che ci avevano portato ad assumere un atteggiamento dubitativo fino per l’appunto al pomeriggio di ieri, anche ricevendo pesanti critiche dai lettori e da alcuni blog LGBT, erano giuste ed avremo fatto meglio ad attendere ulteriori riscontri.

E così, dopo alcune ricerche, abbiamo scoperto che un anno e mezzo fa, nel giugno 2014, Italo aveva concesso un’intera estate di sconti a tutti i partecipanti al Padova Pride Village ed inoltre aveva pure concesso numerosi buoni sconto all’organizzazione, utilizzati per i viaggi di artisti ed ospiti, di fatto sponsorizzandola.

Su Repubblica di oggi, peraltro, Flavio Cattaneo, l’amministratore delegato di NTV Italia, la società che gestisce Italo Treno, è chiaro: “Noi non sosteniamo il Family Day. E’ solo scattato un via libera automatico alla convenzione. Lo facciamo anche per i sindacati e lo stesso fanno le FS. Tengo a dire che io non solo non sostengo le idee di chi manifesterà sabato, ma sono proprio dalla parte opposta“.

Insomma, ancora una volta, questa vicenda dimostra che occorre stare estremamente attenti ad utilizzare le parole “discriminazione” ed “omofobia” od inneggiare addirittura al boicottaggioE questa lezione è per tutte e tutti, anche per noi di Gay.it.

Colpa o no, ricordiamoci che ogni operazione che promuoviamo o che sponsorizziamo online potrebbe avere ripercussioni estremamente negative! Quindi occorre farlo bene, studiando i dettagli, e preparandosi (almeno) un piano di emergenza.

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