Crescita e Sviluppo, Italia in ritardo sull’Europa

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Crescita e Sviluppo, ma anche qualità della vita, spesa medica per cittadino, istruzione, investimenti nelle infrastrutture. E’ appena uscito il report del World Economic Forum sulle trenta economie più forti del mondo, e l’Italia ne esce male…

Inclusive Growth and Development Report“, così si chiama il nuovo rapporto dell’organismo internazionale, edito subito prima dell’inizio del nuovo Forum di Davos, in Svizzera. La novità degli ultimi anni è la relazione tra i vari fattori dell’indagine, che non si limita a evidenziare eccellenze e carenze, ma le interseca per dare una visione d’insieme più probante.

Globalizzazione inclusiva. Così si chiama la nuova visione globale per le economie liberali contemporanee. L’Italia, una volta considerati tutti i fattori, risulta 27esima su 30. Certamente un risultato poco incoraggiante, in linea – tuttavia – con tutte le indagini internazionali degli ultimi anni.

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Punti di forza? Spesa per la sanità pubblica, qualità della vita, ma anche costi necessari per avere una linea a banda larga fissa (siamo tredicesimi). Buoni i risultati per l’istruzione scientifica (risultiamo 11esimi nei test Pisa di matematica). Siamo ottavi per la spesa sanitaria in percentuale al Pil, quarti nel garantire una buona aspettativa di vita, settimi per la sicurezza sociale. Primi in assoluto per la garanzia di una sanità pubblica per tutti. E ancora: quarti al mondo per giorni di maternità, settimi per congedo parentale, settimi anche per numero di delegati sindacali in percentuale ai lavoratori attivi.

Veniamo adesso ale debolezze. E la situazione diventa drammatica, sotto certi aspetti.

  • 29° posto per “Servizi di base e infrastrutture
  • 28° posto per “Corruzione
  • 29° posto per “Imprenditorialità”
  • 29° posto per “Intermediazione Finanziaria
  • 28° posto per qualità della scuola
  • 29° posto per “Produttività

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Il trionfo globale, neanche a dirlo, è dei Paesi del Nord Europa. Norvegia, Svezia, Danimarca, sono loro le regine della Inclusive Globalization. Lussemburgo, Svizzera, Islanda ma anche Australia e Nuova Zelanda, sono nella top 10, mentre peggio di noi fanno solo Grecia, Portogallo e Singapore.

Qui tutti gli aspetti considerati per l’Italia: http://reports.weforum.org/inclusive-growth-and-development-report-2017/scorecard/#economy=ITA

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