Buondì Motta, la vittoria del politicamente scorretto

Se non l’avete vista, ne avete già sentito parlare. Sì, perché questi primi giorni di settembre sono dominati da alcune notizie. Dalla Corea del Nord a fatti di cronaca, anche la pubblicità del Buondì Motta trova largo spazio tra favorevoli e contrari.

Se non l’avete vista, qui sopra potete vederla (anche con la versione… papà!). Fatto sta che in Italia è molto difficile incontrare pubblicità politicamente scorrette. E questo non da oggi, è una tradizione che si basa su una molteplicità di fattori.

Dalla presenza di forti gruppi religiosi all’età media degli spettatori, dalle basi culturali dei possibili clienti alla presenza forte della politica nei media, la pubblicità italiana è sempre stata più “controllata”, più selezionata. Ecco perché un breve spot che prende in giro i soliti canoni della famiglia tradizionale – con una leggera spruzzata di splatter – ha suscitato tante polemiche.

Va anche detto che negli ultimi mesi la casa milanese Motta si era già distinta per una certa vena ironica, che ovviamente aveva fatto alzare barricate mediatiche. Ricordate lo spot di Natale?

 

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