News, pagamenti e 140 caratteri. Come cambiano Facebook e Twitter

Negli ultimi giorni ci sono state importanti novità sul fronte Social Media. Scopriamole insieme:

Facebook punta sempre più a una forte sinergia con gli editori di tutto il mondo, e sembra che entro i prossimi mesi si possa arrivare direttamente a un sistema di pagamento per le news anche su Facebook. Questo, probabilmente, per due ragioni fondamentali.

Da una parte il mondo dell’editoria è stato travolto dal web e soprattutto dai Social Media. Le notizie hanno subìto un’accelerazione senza paragoni, i sistemi di pagamento hanno distrutto l’esistente, e l’informazione mondiale ne è uscita decisamente sconfitta.

Le fake news imperano sul web, leggere un articolo costa “tempo e fatica”, e in più – spessp – è necessaria un’analisi di fondo di ciò che si sta leggendo. Molto più gustoso, quindi, fermarsi a titoli di complotto! Il sistema a pagamento potrebbe fornire un mezzo paradossalmente vincente per l’editoria, che potrebbe ritrovare ossigeno economico e autorevolezza, non più schiacciato dall’omogeneizzazione delle idee che circolano su Facebook. Ma sarà tutto da vedere.

Twitter, invece, fa cadere il muro dei 140 caratteri, ed è subito rivoluzione. Sì, certo, non vedremo manifestazioni di giubilo in piazza, ma il cambio è radicale. Perché la piattaforma, così amata dagli addetti ai lavori, dai giornalisti e dai politici, è l’ultima vera essenza della nascita dei Social Media. E se Facebook (e Instagram) sono ormai grandi canali commerciali che simulano un atteggiamento naïf, Twitter – con tutti i suoi problemi di conti, pagamenti e scarsa visibilità con target precisi – è rimasta un’interessante boa in un mare in tempesta di flussi incontrollati di informazione.

La caduta di uno dei criteri basilari della piattaforma, quindi, può essere un’interessante evoluzione, semplificando e migliorando la qualità delle informazioni e della comunicazione.

Intanto Instagram è riuscita nell’intento, non facile, di recuperare il terreno perso nei confronti dei Millennials. Ormai le Stories dominano il gioco, e il target di riferimento è quasi esclusivamente dominio di una fascia d’età che va dai 12 ai 35 anni – con tutte le chiare differenze sugli interessi specifici.

Il mondo Social è ancora in evoluzione, e chissà quali differenze potremo scorgere solo tra qualche mese!

 

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