Social Media, i trend del 2019 per migliorare

Nuovo anno, nuove strade. E così anche i principali Social Media si rinnovano, o tentano di farlo. Hootsuite ha appena pubblicato un vademecum su come integrare i trend del nuovo anno sulle piattaforme di condivisione con la propria strategia di comunicazione, e le novità non mancano.

Lo scorso anno è stato il momento in cui la fiducia delle persone nelle piattaforme stesse è crollata. Facebook, i cui utenti si aggirano oltre i 2 miliardi, è quello che sicuramente ha subito un brusco calo di consensi. Secondo l’Edelman’s 2018 Trust Barometer Report, il 60% degli user non si fida delle compagnie di Social Media. Considerando che poi le piattaforme più utilizzate sono Facebook (che possiede anche Instagram, Messenger e Whatsapp) e Twitter, il dato è certamente rilevante.

Secondo il Ponemon Institute, la fiducia in Facebook ha subito un calo di addirittura il 66%! Come si traduce tutto ciò?

A oggi, gli utenti continuano a utilizzare comunque le piattaforme, anche se la sfiducia è massima soprattutto per quanto riguarda la condivisione di contenuti e la privacy. Non ultima, la possibilità che la #10YearsChallenge sia (anche) una grande palestra di allenamento per gli algoritmi di riconoscimento facciale. Speculazione, complottismo o realtà, la domanda rimane e la risposta non esiste.

Un altro dato interessante è che il 71% degli utenti crede che le piattaforme dovrebbero fare di più per supportare il giornalismo e l’informazione di qualità. Le fake news stanno ai Social Media come la neve alla montagna, e questo crea anche un serio problema alle fondamenta stesse delle democrazie. “Non starete esagerando?” – No.

Personalizzare

Come migliorare allora la credibilità online della nostra azienda? Prima di tutto seguendo un percorso già tracciato: personalizzare. Se utilizzate Twitter, sarà utile coinvolgere il maggior numero di persone, certamente, ma che siano anche utenti attivi e attenti. Per cui, se parlate di viaggi sarà importante che il vostro messaggio sia concentrato proprio sulle esperienze di viaggio. Evitate di parlare esclusivamente del vostro prodotto o della vostra realtà, ma allargate il discorso al tema. Potrete averne grandi benefici.

Per quanto riguarda Facebook, un consiglio è quello di creare un Gruppo interno alla vostra pagina. Perché? Perché, come ben sappiamo, le visualizzazioni organiche dei post sono ormai molto, molto basse, e quindi sarà utile creare una linea editoriale che comprenda anche campagne mirate a pagamento. Ma non basta. Se volete coinvolgere maggiormente la vostra fan base, aprire un Gruppo potrebbe rivelarsi un’idea molto interessante. Prima di tutto perché ogni volta che postate al suo interno arriverà una notifica alle persone che sono iscritte, e questo suscita curiosità. Ma attenzione a non intasare il Gruppo! Altrimenti stuferete in fretta le persone che vi seguono.

Gli Eventi su Facebook sono un motore in grado di portarvi grandi numeri di traffico, se ben gestiti, e anche in maniera gratuita. Assicuratevi di personalizzare il messaggio, ma poi fate anche “vivere” l’evento, ricordando di tanto in tanto che si avvicina. Anche qui potrete beneficiare di alcune peculiarità di questo strumento, tra cui le notifiche agli utenti e la possibilità di aver creato una piccola community dedicata.

Micro-influencer vs. Ferragnez

Dimenticatevi per un momento di affidare la promozione della vostra azienda al classico influencer. Anziché spendere tanto per avere poco in termini di benefici misurabili, la personalizzazione può avvenire anche tramite altri strumenti. LinkedIn e Instagram sono certamente i due canali preposti a funzionare meglio per le attività di micro-influencing. In questo caso non serviranno persone e profili con centinaia di migliaia di follower, ma anzi sarà più utile avere la partnership di persone riconosciute in un determinato campo, che conoscano anche personalmente gruppi di persone. La fiducia è tutto, e di conseguenza saremo più disposti ad ascoltare un primario di un ospedale della nostra città che ci invita a un congresso medico piuttosto di un luminare delle scienze ma coreano. E così di conseguenza, quale che sia il settore nel quale agite.

Formazione interna

Potrete avere anche 10,000 follower su Twitter, ma se poi il vostro personale non vi segue che senso ha? E’ utile e fondamentale far ragionare in termini “Social Media” anche le persone che lavorano con voi, e questo sarà una leva estremamente proficua anche su altri fronti. Prima fra tutti, la comunicazione interna. Una volta che i vostri soci e/o dipendenti avranno capito davvero l’utilità di queste scelte di comunicazione (che però non dovranno cadere dall’alto), avverrà un miracolo: i gruppi si parleranno tra loro! E la persona che sarà responsabile della comunicazione digitale sarà subissata di richieste di pubblicazione, dopo un primo periodo in cui dovrà anzi implorare i colleghi perché gli diano qualcosa da comunicare..

Nuove Strade

Ma i Social Media non sono solo questi. Provate a farvi largo anche su qualcosa di più personale. SlideShare può essere un’occasione di condivisione di saperi, così come Medium può aprirvi una nuova nicchia se invece vi dedicate all’editoria. E YouTube è sempre un valido motore di traffico, se ben sostenuto da canali più mainstream. E le newsletter?

Il tasso di apertura medio globale di una newsletter è del 18%. Desolante, anche perché si dedica molto tempo – giustamente – a costruire un buon messaggio in termini di parole e di grafica. Telegram, invece, potrebbe soddisfarvi di più. Nato come concorrente di Whatsapp, oggi Telegram potrebbe darvi grandi gioie. Prima di tutto perché esiste la possibilità di creare gruppi che possono arrivare fino a 30.000 utenti, e poi perché possiamo utilizzarlo anche come canale di informazione diretta B2C su temi estremamente segmentati. E qui i tassi di apertura e di click sono decisamente più alti! Nel frattempo va verso la chiusura ufficiale Google+, esperimento decisamente poco riuscito.

Per maggiori informazioni: www.mustsrl.it

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