Ambiente, cooperazione per prevenire la corruzione

Giovedì 21 marzo è stato firmato al Ministero dell’Ambiente l’accordo tra Minambiente e ANAC per una più stretta collaborazione in materia di prevenzione della corruzione, trasparenza conflitto d’interesse e integrità degli atti.

Il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa e il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone hanno firmato il documento che lega in maniera più diretta Ambiente e Lotta alla corruzione. Un segnale importante per la la difesa del territorio e del suolo, cavalli di battaglia di Costa, ex Comandante della Regione Campania dei Carabinieri Forestali.
Il comunicato stampa ufficiale recita:
“Poiché il ministero intende consolidare al proprio interno la cultura della legalità attraverso il monitoraggio dei processi a rischio, anche negli enti vigilati e nelle societàin house, e poiché l’Anac ha come scopo istituzionale primario la vigilanza per prevenire e contrastare i casi di corruzione nelle amministrazioni pubbliche, le due istituzioni hanno stabilito di collaborare, nell’ambito delle proprie funzioni, mediante l’istituzione di un tavolo tecnico, strumento operativo dell’accordo. Costituito da due rappresentanti designati da ciascuna parte, il tavolo definirà le azioni da attuare con i relativi tempi e verificherà lo stato di attuazione degli obiettivi individuati dal protocollo, che ha una durata di tre anni e potrà essere rinnovato”.
Nell’accordo sono previsti incontri e seminari formativi per il personale.
Il ministero dell’Ambiente – afferma il ministro Costa – è una casa di vetro, un percorso avviato fin dai primi mesi del mio insediamento con il ‘Decreto trasparenza’. La trasparenza è fondamentale per il buon andamento di ogni pubblica amministrazione e con l’accordo firmato oggi con l’Anac vogliamo rafforzarla, prevenendo e contrastando la corruzione, finalità che già stiamo perseguendo mediante il Piano triennale di prevenzione 2019-2021 del ministero”. Oltre le parole di rito, il Ministero dell’Ambiente ha in questo momento una forte propensione nella lotta alla corruzione ambientale, e di ciò non possiamo che rallegrarci. Manca, a nostro avviso, una visione d’insieme che unisca il mondo ambientale con quello del lavoro. Troppo spesso leggiamo e vediamo come iniziative lodevoli sul riciclo dei materiali o sullo smaltimento dei rifiuti si infrangano contro la realtà del mondo industriale, troppo poco coinvolto in queste scelte.
“Nelle pubbliche amministrazioni, in particolare quelle di grandi dimensioni – dichiara il presidente Cantone -, vi sono molte attività rilevanti dal punto di vista economico che possono essere oggetto di interessi di tipo corruttivo. Monitorare i processi più esposti a tale rischio è dunque fondamentale. Con questo accordo l’Anac intende fornire al ministero dell’Ambiente e alle sue articolazioni il proprio contributo per prevenire la commissione di illeciti, collaborando al monitoraggio dei Piani anticorruzione e attraverso appositi incontri e seminari formativi”.
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