Che cos’è la Valutazione di Impatto Ambientale

La valutazione di impatto ambientale (VIA) è una procedura amministrativa di supporto per l’autorità competente (come Ministero dell’Ambiente o Regione) finalizzata ad individuare, descrivere e valutare gli impatti ambientali di un’opera, il cui progetto è sottoposto ad approvazione o autorizzazione. Andiamo oltre la definizione da dizionario e cerchiamo di capire perché sia così importante.

Negli ultimi anni si è fatto largo nel mondo delle aziende una parola quasi sconosciuta, fino a poco tempo fa: sostenibilità. Pian piano la sostenibilità ha iniziato a farsi conoscere dal mondo delle imprese, del privato, ma anche da parte del pubblico e dalla politica. Se fino a pochi anni fa parlare di “Sostenibilità” sembrava un tocco puramente naïf per fanatici ambientalisti, ben presto si è capito (fortunatamente) che il tema fosse realmente importante.

Perché alla sostenibilità ambientale va affiancandosi la sostenibilità economica, in termini puramente finanziari ma anche etici e di CSR (Corporate Social Responsibility). E così la sostenibilità ha portato in dote la “V.I.A. – Valutazione di Impatto Ambientale”. A livello di definizione tecnica a cura dell’ISPRA:

La Valutazione d’Impatto Ambientale è nata negli Stati Uniti nel 1969 con il National Environment Policy Act (NEPA) anticipando il principio fondatore del concetto di Sviluppo Sostenibile. In Europa tale procedura è stata introdotta dalla Direttiva Comunitaria 85/337/CEE (Direttiva del Consiglio del 27 giugno 1985, Valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati) quale strumento fondamentale di politica ambientale.

La procedura di VIA viene strutturata sul principio dell’azione preventiva, in base al quale la migliore politica ambientale consiste nel prevenire gli effetti negativi legati alla realizzazione dei progetti anziché combatterne successivamente gli effetti. La struttura della procedura viene concepita per dare informazioni al pubblico e guidare il processo decisionale in maniera partecipata. La VIA nasce come strumento per individuare, descrivere e valutare gli effetti diretti/indiretti di un progetto su alcune componenti ambientali e di conseguenza sulla salute umana.

La VIA è stata recepita in Italia con la Legge n. 349 dell’8 luglio 1986 e s.m.i., legge che Istituisce il Ministero dell’Ambiente e le norme in materia di danno ambientale. Il D.P.C.M. 27 dicembre 1988 e s.m.i contiene le Norme Tecniche per la redazione degli Studi di Impatto Ambientale e la formulazione del giudizio di compatibilità.

La Direttiva 97/11/CE (Direttiva del Consiglio concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, Modifiche ed integrazioni alla Direttiva 85/337/CEE)  veniva presentata come revisione critica dopo l’esperienza di applicazione delle procedure di VIA in Europa. La direttiva ha ampliato il numero dei tipi di progetti da sottoporre a VIA (allegato I) e ha introdotto le fasi di “screening” e “scoping”.

Il quadro normativo in Italia, relativo alle procedure di VIA, è stato ampliato a seguito dell’emanazione della cd. “Legge Obiettivo” (L.443/2001) ed il relativo decreto di attuazione (D.Lgs n. 190/2002). Il D.Lgs. individua una procedura di VIA speciale, con una apposita Commissione dedicata.Con la delibera CIPE n. 57/2002 venivano date disposizioni sulla Strategia nazionale ambientale per lo sviluppo sostenibile 2000-2010 e si affermava come la VIA dovesse essere integrata a monte con Piani e Programmi che avessero già i criteri di sostenibilità ambientale, tramite la Valutazione Ambientale Strategica.

Il primo resoconto dell’andamento dell’applicazione della VIA in Europa è stato pubblicato nel 2003: la Relazione della Commissione al Parlamento Europeo e al Consiglio sull’applicazione, sull’efficacia e sul funzionamento della direttiva 85/337/CEE, modificata dalla direttiva 97/11/CE. La relazione riscontra problemi sul livello di soglie di ammissione alla VIA, sul  controllo di qualità del procedimento di VIA, sul frazionamento dei progetti e la valutazione degli  effetti cumulativi sull’ambiente. Risulta evidente la necessità di migliorare: la formazione del personale delle amministrazioni locali; la valutazione del rischio e i sistemi di monitoraggio; la sensibilizzazione sui nessi tra salute umana e ambiente; la sovrapposizione di procedure di autorizzazione ambientale; la facilitazione della partecipazione del pubblico.

Il D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 intraprende la riorganizzazione della legislazione italiana in materia ambientale e cerca di superare tutte le dissonanze con le direttive europee pertinenti. La Parte II tratta delle  procedure per la valutazione ambientale strategica (VAS), per la valutazione d’impatto ambientale (VIA) e per l’autorizzazione ambientale integrata (IPPC);

Un aggiornamento sulla applicazione della VIA in Europa è stato pubblicato nel 2009: la Relazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento Europeo, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni sull’applicazione e l’efficacia della direttiva VIA (dir. 85/337/CEE, modificata dalle direttive 97/11/CE e 2003/35/CE).  I problemi individuati nel resoconto del 2003 non risultano ancora risolti e vengono individuate ulteriori difficoltà nelle procedure transfrontaliere e nell’esigenza di un migliore coordinamento tra VIA, altre direttive (VAS, IPPC, Habitat e Uccelli, Cambiamenti climatici) e politiche comunitarie.

In attesa del recepimento della Direttiva VIA 2014/52/UE entro il 2017, l’ISPRA ha elaborato alcuni documenti di analisi.

Come visto, la Valutazione di Impatto Ambientale è realtà da almeno mezzo secolo, ma in Italia è solo da pochi anni che si riesce a fare realmente affidamento su questo strumento, diventato anche di dominio pubblico come leva normativa per il controllo e il monitoraggio. La VIA, considerando principalmente il comparto dell’edilizia e delle costruzioni, viene mutuata nella VAS, la Valutazione Ambientale Strategica. Questa procedura studia l’impatto dell’edilizia sul territorio con una maggiore precisione, scendendo nel dettaglio di situazioni più complesse per cui si necessita di una valutazione avanzata. Viene prevista anch’essa per la prima volta in ambito europeo, con la Direttiva 2001/42/CE, poi recepita in Italia, sempre nel 2006, con lo stesso Dlgs n°152 valido per la Via.

Ambiente, lavoro e legge riescono quindi a co-esistere in queste procedure, che allargano le possibilità di monitoraggio costante per il territorio, e che allo stesso tempo consentono uno sviluppo sostenibile e duraturo. Quali sono le figure che possano occuparsi – per legge – della VIA e della VAS?

Per redarre gli elaborati tecnici occorre una persona formata appositamente, altamente specializzata, che abbia specifiche competenze in materia normativa, iter procedurale, analisi delle componenti progettuali, ambientali e materiali, nonché su tutti gli elementi indispensabili alla stesura dello Studio di Impatto Ambientale. In fase strategica, il tecnico esperto si occupa di redigere i Rapporti Ambientali previsti dalla normativa.

Secondo la normativa vigente, fondamentalmente le fasi che conducono dalla stesura dell’elaborato tecnico all’approvazione del progetto, sono le seguenti:

  • Verifica di assoggettabilità o screening: fase preliminare e propedeutica per definire se occorre svolgere lo scoping;
  • Studio di impatto ambientale o scoping: in cui si definiscono i contenuti dell’analisi, in base a indicatori ambientali, ricostruzioni grafiche, carte e mappe tematiche che fanno da supporto alla valutazione dell’impatto ambientale ed alla definizione della compatibilità del progetto con l’ambiente circostante;
  • Pubblicazione del progetto;
  • Consultazioni ed esito;
  • Fase decisionale e successiva comunicazione della decisione: l’autorità competente si pronuncia sul progetto e, laddove necessario, richiede adempimenti aggiuntivi;
  • Monitoraggio ambientale: si verifica che le indicazioni prescritte nel progetto vengano attese e l’eventuale insorgenza di nuove condizioni.

Insieme alla bio-edilizia e alle nuove tecnologie per il risparmio energetico, la VIA e la VAS sono mezzi tecnico-scientifici molto utili per la tutela dell’ambiente e, di conseguenza, per il benessere dell’uomo, che ha il compito ed il dovere di applicare le soluzioni necessarie a vivere, e costruire, in maniera ecosostenibile.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...