Innovazione e Ambiente, chi sono i nuovi Ministri

Il Conte bis è ormai realtà. Superata la fase giallo-verde, il nuovo governo cambierà probabilmente passo – piaccia o no – su alcuni temi fondamentali. Ma anche temi come innovazione e ambiente, una volta marginali, sono oggi centrali per le politiche di sviluppo. Facciamo un po’ di luce.

Sergio Costa è stato riconfermato Ministro dell’Ambiente anche dal neonato Conte bis. Classe 1959, il suo curriculum riporta una laurea in Scienze Agrarie e un master in Diritto dell’Ambiente, e il suo nome è legato al mondo dell’ambiente da lungo tempo, essendo stato Comandante del Corpo Forestale della Campania per lungo tempo. Dal 1° gennaio 2017, con il trasferimento del personale dal Corpo forestale all’Arma dei Carabinieri, Costa assume il grado di Generale di Brigata dei Carabinieri Forestali.

Costa si è mantenuto il più autonomo possibile negli ultimi mesi, facendo ventilare anche l’ipotesi dimissioni quando si riaprì l’affaire “trivelle” nell’Adriatico. Suo l’impegno sui dossier TAP, TAV, ILVA e anche sulla vicenda dei detriti del Ponte Morandi. Certamente Costa non si è distinto per avere una grande capacità dialogativa con il mondo imprenditoriale, spesso risultando soggetto a forme di denuncia vaghe e con eccessive cautele. Ma il Ministro ha saputo anche dare segnali importanti contro le ecomafie, contro la possibilità di condoni (“Una parola che mi dà il mal di stomaco“, disse in un’intervista), contro lo sfruttamento del territorio. Il Generale Costa è stato anche uno dei sostenitori della Legge 68/2015 sugli ecoreati.

Dice di lui Repubblica:

Trivelle a parte, a proposito delle quali definì la moratoria di gennaio “un bel passaggio”, il ministro Costa si è battuto con forza e con successo per il decreto “salvamare” quello che scioglie le regole per la plastica trovata in mare dai pescatori. Plastica che questi, prima del decreto, non potevano raccogliere portare a terra. Poi lo stanziamento di 85 milioni per i parchi nazionali e qualche passaggio contrassegnato da polemiche. Come quando a luglio disse alla sindaca di Roma Virginia Raggi che “10 giorni erano troppi per pulire la Capitale” sommersa in quei giorni dai rifiuti. E qualche settimana prima fu costretto ad abbozzare quando l’organizzazione della Cop26 del 2020, la conferenza annuale dell’Onu sul clima, con Italia e Gran Bretagna in lizza, venne assegnata agli inglesi. Lui negoziò una sorta di “organizzazione congiunta” (in Italia si terranno la pre-Cop, con i lavori preparatori, e la Youth Cop, una conferenza dei giovani impegnati nell’ambiente) che suonò come un contentino. Milano e la Lombardia non la presero bene.

Un uomo delle istituzioni, come si sul dire. Sicuramente impegnato nella lotta contro plastica e inquinamento, anche se sono tutte ancora da verificare le potenzialità del Ministero dell’Ambiente sulla transizione ecologia dell’Italia, coniugando economia, ambiente e sviluppo.

Discorso diverso per quanto riguarda Paola Pisano, nuova Ministro dell’Innovazione. Wired la presenta così:

Paola Pisanoministra per l’Innovazione del governo Conte bis, è stato affidato il nuovo dicastero dedicato alla digitalizzazione. Pisano ha una lunga esperienza alle spalle, e nel suo curriculum vitae scrive di vantare più di 70 pubblicazioni in ambito internazionale su tematiche relative a questo settore e ai modelli di business. Classe 1977, Pisano è docente di Disruptive Innovation e Innovazione e modelli di business innovativi all’università di Torino; dirige il Centro di innovazione tecnologica multidisciplinare dell’ateneo e presiede la commissione aziendale del dipartimento di Informatica.

Un curriculum fortemente impostato sul mondo contemporaneo, che proverà anche a riprendere il filo del discorso del fu governo Renzi, che con l’affido a Diego Piacentini del Team per la Trasformazione Digitale aveva provato a dare un primo, sostanzioso impulso al sistema italiano nel suo complesso. La sfida di Pisano – già Assessore al Digitale nella giunta 5S di Torino – è ancora più affascinante se calcoliamo i disequilibri economici e strutturali del nostro Paese, che ormai segnano un gap incalcolabile rispetto ai nostri partner anche nella sola Europa. Paola Pisano a Torino si è fatta conoscere per l’autorizzazione alla sperimentazione delle auto a guida autonoma, per il progetto Torino City Lab e per l’utilizzo dei droni al posto dei fuochi d’artificio in occasione della festa patronale della città.

Pisano ha spesso promosso pubblicamente l’utilizzo dei droni, sia per l’utilizzo in fase emergenziale sia per utilizzarli come strumenti di manutenzione delle infrastrutture. A lei la palla per la progressiva digitalizzazione del settore della Pubblica Amministrazione, per l’implementazione della rete 5G su tutto il territorio nazionale e per lo snellimento delle procedure burocratiche in funzione di sviluppo economico legato all’innovazione. Sfide complesse, ambiente e innovazione, che necessitano oggi più che mai di decisioni congiunte e rilevanti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...