Energia e risorse, le sfide del 2020

Ambiente ed energia sono ormai temi cruciali per lo sviluppo economico e sociale di tutto il mondo. Le immagini dell’Amazzonia e della Siberia in fiamme, oltre ai devastanti incendi in Australia e California, sono solo uno degli indicatori generali di un ambiente ormai in pieno cambiamento. Ma basti pensare anche allo scioglimento dei ghiacci della Groenlandia e ai fenomeni violenti in Italia – come alluvioni e mareggiate – per vedere come il clima sia ormai un tema centrale per la politica.

Energia e risorse sono dunque le due maxi sfide su cui tutte le potenze mondiali si sfidano. Ma non parliamo solo di petrolio, perché abbiamo davanti a noi un futuro di grande incertezza. Fino a pochi anni fa si dibatteva se veramente l’acqua potesse essere fonte di conflitti, e oggi abbiamo la risposta: assolutamente sì. Siccità e scarsità idrica, deforestazione, desertificazione. E anche incendi su vasta scala, innalzamento dei mari e delle temperature. Uno scenario apocalittico si schiude davanti all’umanità e al pianeta intero, ma occorre anche lavorare sulla comunicazione positiva.

Oggi sappiamo che l’utilizzo delle fonti rinnovabili è possibile anche a grandi livelli, anche se manca ancora un efficiente sistema di stoccaggio dell’energia. Inoltre, il riciclo e il riutilizzo delle materie è ancora ben lontano da darci un sistema economico a impatto zero. Le regioni mondiali a grande crescita economica e sociale (Cina e Sud-Est asiatico su tutte) e demografica (Africa) ci spingono però a guardare con brutale realismo alle prossime sfide. Megalopoli da decine di milioni di abitanti che saranno sovraffollate, città da ripensare (e in alcuni casi da trasferire), mobilità e sistemi di trasporto tutti da pensare.

Il Centro comune di ricerca della Commissione europea avverte che «la scarsità d’acqua si farà sentire in tutta Europa, colpendo almeno 90 milioni di europei», ed è necessario avviare un’efficace gestione congiunta delle risorse idriche ed energetiche.

Greenreport fa il punto sulla situazione idrica e sull’efficienza delle energie rinnovabili, che non possono comunque dirsi pulite al 100% in alcuni casi. “I numeri messi in fila dal Jrc mostrano che il sistema energetico Ue richiede ad oggi 74 miliardi di mc l’anno di acqua dolce, simile al fabbisogno idrico dell’agricoltura, e la cronaca mostra come questo sia un costo che già oggi è sempre più difficile da pagare. Ad esempio a luglio scorso, che si è rivelato il mese più caldo mai registrato, l’attività di diverse centrali nucleari è stata temporaneamente limitata o interrotta a causa delle elevate temperature raggiunte dall’acqua dei fiumi e laghi circostanti (e utilizzata all’interno degli impianti); anche la produzione di energia idroelettrica è risultata in calo dalla Francia ai Balcani, dalla Spagna alla Scandinavia, un fenomeno vistoso anche nell’Italia del 2017″.

Fonte: https://ec.europa.eu/eurostat/cache/infographs/energy/bloc-3a.html

Pensiamo poi alle nuove tecnologie, così assetate di energia green. Sempre Greenreport: “Tra il 2015 e il 2050, il numero di auto elettriche dovrebbe passare da 1,2 milioni a 965 milioni e nello stesso periodo, la capacità di accumulo della batteria deve passare da 0,5 gigawattora (GWh) a 12.380 GWh mentre la capacità del fotovoltaico solare installata dovrà passare da 223 GW a oltre 7.100 GW. Uno studio prevede tra il 2015 e il 2060 un aumento della domanda di materiali per batterie EV dell’87.000%, del 1000% per l’energia eolica e del 3000% per le celle solari e il fotovoltaico”. Sappiamo che i nostri device e le prossime auto elettriche (oltre a tutto un sistema tecnologico interconnesso che ci vedrà sempre più permeati) necessitano di metalli e materie prime particolari, e che oggi vengono spesso estratte senza tener conto della salvaguardia ambientale e dei diritti fondamentali delle persone. Un cortocircuito filosofico e pratico in cui ci troviamo poi a commentare e scrivere su quanto sia importante avere a cuore l’ambiente, facendolo su strumenti altamente inquinanti come uno smartphone.

A proposito di questo aspetto, nel 2019 Ecodom (Consorzio Italiano Recupero e Riciclaggio Elettrodomestici) ha annunciato di aver raccolto 122mila tonnellate di rifiuti elettronici. Numeri importanti in ottica di riutilizzo e smaltimento sostenibile, che ci indicano però anche un grande utilizzo di elettrodomestici e device sempre più sofisticati, che hanno un “costo ambientale” notevole, sia per la costruzione sia per il mantenimento e la sostituzione degli stessi. Acqua, petrolio, gas naturale, ma anche terre rare e molto altro. Le sfide per un 2020 sostenibile sono appena iniziate, ma la strada appare tutta in salita.

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Riceviamo e ripubblichiamo volentieri questa interessante analisi sulla situazione lavorativa e aziendale in fatto di sostenibilità. Buona lettura! Continua a leggere “Agenda 2030: il punto della situazione nel Rapporto ASVIS 2019”

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